sabato 9 febbraio 2008

Guido Cagnacci: protagonista del '600 tra Caravaggo e Reni

Guido Cagnacci, Il ratto di EuropaIl 20 Gennaio 2008 ha aperto al Museo San Domenico di Forlì la mostra dedicata a Guido Cagnacci, una delle personalità più affascinanti e misteriose del Seicento pittorico italiano. Nato a Santarcangelo di Romagna nel 1601, visse tra Rimini, Roma, Bologna (dove fu allievo di Guido Reni), Forlì, Venezia e Vienna, dove morì nel 1663. La sua fu una vita avventurosa e costellata di scandali, come quando tentò di fuggire con una nobildonna di Rimini, episodio a seguito del quale il padre lo diseredò. All'inizio della sua carriera, si specializzò nella pittura sacra, caratterizzata da una forte influenza caravaggiesca (come i due “quadroni” che decorano la Cappella di Santa Maria del Fuoco nel Duomo di Forlì, raffiguranti la "Gloria dei Santi Mercuriale e Valeriano"). Durante il suo soggiorno a Venezia, condusse una vita disinibita e libertina tant'è che lasciò l'arte sacra per dedicarsi a quadri da stanza, in cui prevaleva il tema del nudo femminile, straordinariamente naturale ed elegante. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Vienna, presso la corte dell'imperatore Leopoldo I d’Asburgo.
Dopo l’oblio in cui Cagnacci cadde con la morte, a causa dell’inaccessibilità delle sue opere conservate perlopiù in collezioni private, è stato il Novecento a riscoprirlo e a decretargli un nuovo favore. La mostra, che si svolge a Forlì fino al 22 giugno 2008, vuole essere proprio un omaggio a questo artista poliedrico e straordinario, protagonista indiscusso della pittura seicentesca italiana e per troppi secoli ingiustamente ignorato.